BLOG

Mercoledì, 14 Settembre 2016 05:38

Artigiani 2.0: le botteghe diventano digitali

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista. San Francesco d'Assisi

Mi capita ancora, passeggiando in bicicletta per la mia città (Nettuno), di trovare delle piccole botteghe artigiane di una volta: c'è il calzolaio in via Romana, il negozio di biciclette in via Vittorio Veneto, la lavanderia in via San Giacomo, il laboratorio di pasta all'uovo in via Pocacqua, il barbiere vicino piazza Garibaldi... e poi ci sono le panetterie, che al mattino ti solleticano il naso con il profumo di pizza e dolci appena sfornati. Tutti piccoli artigiani sopravvissuti all'avvento del web e, soprattutto, allo spauracchio della crisi. Amo sbirciare all'interno dei loro locali mentre passo e rubare immagini di vita quotidiana, semplice e genuina che, raramente, ho trovato all'estero, dove le multinazionali stanno prendendo il sopravvento e iniziano a schiacciare i piccoli imprenditori. 

Se “una volta” con il passaparola a livello locale, il bravo artigiano riusciva comunque a prosperare; oggi la faccenda si complica non poco in uno scenario global (e glocal), ricco di variabili, in cui il Web la fa da padrone: come effetto, aumenta la competizione e si abbassano i prezzi dei prodotti, con conseguente difficoltà a far comprendere due concetti ricchi di sfumature come qualità e artigianalità. Gli artigiani italiani sono custodi di un sapere e un'esperienza poco scritta, molto pratica e teorica che rischia di perdersi. Che fine faranno le piccole botteghe? Nessuna fine se saranno in grado di prendere al balzo le opportunità del web e vorranno trasformarsi in artigiani 2.0.

Proprio così: cambiare o morire. Drastico, ma efficace, l'unico rimedio alla fine è lasciarsi guidare dal cambiamento ed evolversi: diventare botteghe digitali. Non si tratta di una novità: molte ditte hanno già considerato e messo in atto la propria trasformazione, portando online la loro storia, la loro tradizione e i loro prodotti. Il web è una comunità democratica, curiosa, che ama leggere e emozionarsi: a volte, basta raccontare chi siamo attraverso un bel sito, un post su Facebook, un'immagine su Instagram per arrivare al cuore degli utenti.

Personalmente, mi è capitato di realizzare siti web a artigiani della mia zona e è stata un'esperienza bellissima: dal primo colloquio conoscitivo in cui il committente ti dice "Io non ci capisco niente di feisbuc!", alla stesura dei testi per il sito, carichi di vita e spaccati sociali, fino alla consegna del progetto web e social finito, quando l'artigiano ti ringrazia felice dicendoti che alcuni clienti lo hanno contattato dal sito per chiedergli un preventivo o "hanno condiviso" la sua foto sui Social.

Artigiani 2.0: quali sono i più richiesti sul web? 

Artigiani 2.0

Secondo l’Osservatorio di ProntoPro.it, al primo posto tra gli artigiani più richiesti sul  web spiccano gli idraulici che raccolgono da soli il 17% delle richieste rivolte al mondo dei lavori in casa, focalizzate principalmente su riparazioni e manutenzioni. A vincere la medaglia d’argento un altro mestiere quasi in via di estinzione: quello dei falegnami cercati, principalmente per mobili su misura o ristrutturazioni, dal 9,66% di chi ha richiesto online un preventivo per i lavori di casa fra dicembre 2015 e febbraio 2016.

Insomma, care mie adorate botteghe artigianali, non vi azzardate a morire: vorrei ancora per un bel po' passeggiare in bicicletta per Nettuno e divertirmi a sbirciare nei vostri locali mentre riparate biciclette, preparate il pane, fate barba e capelli o mettete i tacchi alle scarpe. Lasciatevi tentare dal web e dai social. E, se non sapete come lanciare la vostra attività online, chiedetemi informazioni (non mordo e la consulenza è gratuita:-)) oppure partecipate al nostro corso sui social network il prossimo 24 settembre (cosa solo 30€).

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo.